Coronavirus e Business: dall’offline all’online, cosa cambia?

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Il Coronavirus o Covid-19, sta cambiando letteralmente TUTTE le nostre abitudini. Lavare le mani più frequentemente, evitare contatti fisici con le persone, disinfettare tutti i nostri oggetti e, cosa più rilevante, rimanere a casa. Si è passati da una vita prevalentemente offline, ad una vita totalmente online.

Cosa cambia? Cambia che una grande percentuale di lavoratori hanno dovuto imparare a lavorare in Smart Working, cambia che è aumentato a dismisura il traffico internet, cambia che possiamo ACQUISTARE SOLO TRAMITE INTERNET, spesa compresa.

In questa situazione, come in ogni cosa, appaiono evidenti alcuni pro e contro, e voglio fare un’analisi con te di come il mondo del business stia risentendo o giovando delle misure restrittive che il nostro Governo sta adottando (e dare anche qualche spunto di riflessione).

Analisi preliminare

C’è da dire che l’Italia, rispetto ad altri Stati Europei, è notevolmente indietro in termini di competenze e di utilizzo del web. Mentre in molti Stati si tende a lavorare in Smart Working già da un decennio, in Italia siamo stati riluttanti ad utilizzare la tecnologia per migliorare il rendimento lavorativo, preferendo rapporti faccia a faccia, lavoro in ufficio e comunque un modello di business diretto.

Questo, di norma, porta degli svantaggi in termini di tempo e in termini di rapporto guadagno per ora lavorativa. Diversi studi, tra cui uno condotto dalla School of Management del Politecnico di Milano, i 305.000 lavoratori Italiani che, nel 2019, hanno avuto la possibilità di lavorare in maniera agile (dunque da casa e con orari flessibili) hanno garantito un aumento della produttività del +15%. Questo grazie alla maggiore libertà, al maggior coinvolgimento, al minore tasso di stress.

Soprattutto nel Sud Italia, invece, lo Smart Working è poco usato (soprattutto nella pubblica amministrazione e nelle scuole) e questo, successivamente all’inizio della pandemia da coronavirus in corso, ha creato notevoli problemi.

I problemi riscontrati

La maggior parte di personale docente, dipendenti pubblici e lavoratori dipendenti, avevano una conoscenza medio-bassa (per non dire inesistente) dei concetti di e-learning, videochiamate, lavoro in cloud, vendita e acquisto online.

Altra problematica, piuttosto evidente e grave, è stata la mancanza di possesso di un personal computer. Sembra un dato assurdo, ma c’è stata una corsa all’acquisto di notebook e computer fissi veramente esagerata. Molte famiglie, nel 2020, non possiedono un PC e una stampante in casa. Alcuni non hanno la connessione ad internet a casa, e hanno a disposizione pochi giga sul telefonino.

In situazioni di emergenza, come quella che stiamo vivendo per via del coronavirus, abbiamo reso palesi i nostri limiti e abbiamo dovuto imparare in fretta.

L’altro lato della medaglia

Dall’altro lato, durante l’attuale crisi da coronavirus, c’è stato un incremento dell’80% degli acquisti online, della visione in streaming di Film e Serie TV, dell’utilizzo di software come Skype, Google Drive, Microsoft Team, Team Viewer, anche da chi questi strumenti non li aveva mai usati. Questo ci fa capire come si possa gestire meglio il proprio tempo e ottenere risultati pressocché identici, se non migliori (ricordi il +15% di produttività?).

Si stanno sviluppando una serie infinita di corsi online, dal fitness alla didattica, dall’informatica al business, passando per la danza, il canto, la musica. Questo sta a significare che il cosiddetto e-learning può funzionare e può essere un metodo alternativo di lavorare anche quando tutto tornerà alla normalità.

Come approfittare della situazione?

Abbiamo molto tempo libero, perché non cercare di apprendere nuove tecnologie, nuovi software, sviluppare idee online per i nostri business, in modo che, una volta passato tutto, possano diventare elementi di reddito?

Se sono un commerciante, perché non aprire un ecommerce? O potenziare quello che ho già?

Se sono un supermercato, perché non creare un’app da cui il consumatore possa fare la spesa a domicilio?

Se sono un professionista, perché non creare dei corsi per altri professionisti o servizi online da vendere ai miei clienti?

Se sono un ristoratore, perché non inizio a ragionare sull’importanza del Take Away o Consegna a Domicilio nelle mie logiche aziendali?

Se sono un parrucchiere, perché non inizio a creare dei videocorsi in cui spiego come fare semplici operazioni a casa in questi periodi di crisi (o quando non hai il tempo di venire da me)?

Se sono un insegnante, perché non inizio ad insegnare ai miei alunni la CULTURA del lavoro online, che è una grande prospettiva, che non ha limiti e confini, che È IL FUTURO e che noi non siamo pronti ad affrontarlo, perché ci rifiutiamo di accettare che i tempi stanno cambiando? Perché non incitare i ragazzi ad imparare l’utilizzo avanzato dei computer perché con lo Smartphone puoi solo mandare email e gestire funzioni di base, ma non puoi produrre niente di concreto?

Conclusioni

Se oggi molte attività stanno risentendo di questa situazione DRAMMATICA che stiamo vivendo per via del coronavirus, è perché si è sempre sottovalutato l’online, lo smart working, l’e-learning. Se oggi molte attività, chiudendo, non hanno altre fonti di reddito è perché si è sempre sottovalutata l’importanza di offrire i propri prodotti o servizi attraverso altre fonti (internet) e in maniera alternativa.

Senza differenziazione non c’è Business, e senza Business si vive alla giornata, se vendo campo, se non posso farlo… fallisco.

I ragazzi, soprattutto, dovrebbero abbandonare per un po’ gli smartphone, e imparare ad utilizzare i computer, imparare le professioni del domani. Il futuro recente prevede che l’intelligenza e le competenze digitali siano alla base del mondo lavorativo.

Gli operai diminuiranno drasticamente (come nel primo dopoguerra sparì un’intera categoria di lavoratori, che era la servitù delle famiglie nobili e borghesi) a favore dei Robot.

Il mondo sarà sempre più interconnesso e sarà necessario farne parte se non si vuole rimanere fuori.

Non dico che il business tradizionale verrà soppiantato di punto in bianco, quello no, ma che ne risentirà parecchio se non trova una via digitale quello si.

Se a questo punto hai capito che il digitale è una delle vie da intraprendere ADESSO per migliorare la tua situazione attuale e futura, sei sulla buona strada.

Se, nonostante quello che sta succedendo durante questa crisi da coronavirus, ritieni ancora che per discutere del tuo progetto sia necessario vedersi di persona (possibilmente in negozio mentre la gente entra ed esce e ti distrae), piuttosto che fare una chiamata su Skype in un orario più comodo (quando puoi fermarti e pensare bene al tuo progetto di sviluppo), e che l’online non sia necessario nell’ottica del tuo business… beh che dire, sei sulla strada sbagliata, e un giorno mi darai ragione.

Lo dimostrano i fatti, lo dimostrano i dati, tangibili e reperibili.

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