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Le 7 domande comuni che vorresti fare ad un designer

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Più lavoro a stretto contatto con i clienti (è il bello di essere dei Freelance), più mi rendo conto che le domande più comuni, alla fine, sono sempre le stesse, sintomo di un’ancora poca conoscenza del settore che rappresento. Le domande, solitamente, riguardano le tempistiche, le modalità di esecuzione dei lavori e, di conseguenza, i compensi e i pagamenti. Vediamo insieme quali sono le domande più comuni che mi sono state rivolte.

Non ci crederai, ma questa è la domanda per eccellenza. Ogni volta che inizio un lavoro di grafica o di webdesign, se il logo dell’azienda e la relativa immagine non è mai stata sviluppata o non è all’altezza delle ambizioni del cliente, propongo sempre la creazione o il restyling del logo. Sicché mi viene rivolta questa domanda, come se il logo fosse un mero elemento estetico e non funzionale alla riuscita di un business, soprattutto online.

Il logo è un elemento imprescindibile per il tuo marketing, perché rappresenta chi sei, cosa sei e qual è la tua filosofia aziendale. Sarà il mezzo tramite il quale potrai spostare la decisione d’acquisto (un logo, con la sua forma e il suo colore incide fino al 90% sulla scelta di acquistare o no il tuo prodotto o servizio). Inoltre, ti identifica in mezzo alla giungla di attività contro le quali vai a scontrarti. Essere unici e riconoscibili è la base di ogni business. Dopotutto, a nessuno piace rimanere nell’anonimato, non è così?

2. Puoi farmi una bozza?

In realtà la domanda completa è: “puoi farmi una bozza del lavoro che se mi piace te la pago altrimenti no”?

La risposta, in questi casi, è NO. Perché? Sarebbe come chiedere ad un imbianchino: mi pitturi la casa e se mi piace come viene te la pago e magari ti faccio fare un altro appartamento? Capirai che è impossibile. Noi designer dobbiamo affrontare la vita come tutti gli altri, e quindi non possiamo regalare il nostro tempo.

Tuttavia, possiamo investirlo dandoti delucidazioni su cosa è possibile fare, analizzando preventivamente la tua situazione e proponendoti delle soluzioni, mostrandoti degli esempi di altre lavorazioni simili che abbiamo fatto e dandoti delucidazioni.

Ti dirò di più: di solito chi offre bozze prima di avere una garanzia di guadagno, oltre a svalutare il proprio lavoro, probabilmente è all’inizio oppure lavora su grandi numeri, a discapito della qualità e della possibilità di raggiungere i tuoi obiettivi: nessun ristoratore ti farà assaggiare i suoi cibi prima di decidere che piatto ordinare.

3. Ma come faccio a fidarmi di te?

La risposta è semplice: guarda il mio portfolio, leggi le mie recensioni, contatta qualcuno che ha usufruito dei miei servizi e capirai se affidarmi o meno il lavoro.

Faccio sempre l’esempio con un imbianchino: perché lo chiami per pitturare casa? Perché hai visto un altro appartamento che lui ha ristrutturato e ti è piaciuto, perché ti hanno consigliato di affidarti a lui, perché ne hai sentito parlare bene.

Inoltre, non fermarti alla mera estetica o al nome del servizio che offre: fai attenzione al valore che può darti, che esperienza ha e che ritorno puoi avere da quell’investimento.

4. Come mai così caro?

Dieci, cento o mille euro non è importante. Per alcuni il tariffario di un grafico è sempre esagerato. Non è colpa loro, ci mancherebbe, ma è dovuto al fatto che spesso non ci si renda conto del lavoro che si cela dietro a qualsiasi elaborato, dal più semplice (come un biglietto da visita) al più complesso (e-commerce, per esempio).

Il prezzo è correlato innanzitutto al valore che il grafico o il web designer può darti (se devo girare un film, un conto è il cachet di Pinco Pallino, un conto è quello di Robert De Niro), in secondo luogo alla difficoltà del progetto e alle necessità del cliente, e solo in ultima istanza alle ore che ci si potrebbe impiegare e al tipo di servizio che viene offerto.

Purtroppo noi grafici vendiamo tempo e idee, non vendiamo nulla di fisico che giustifichi il nostro prezzo con facilità. Capire che ciò che acquistate è (deve essere) un valore aggiunto per la tua attività e non un costo superfluo è il primo passo per un’ottima collaborazione col grafico. Chiaramente, il grafico non dovrà approfittarsi di te, ma realizzare sempre preventivi ad hoc sottolineandoti sia i costi, sia i vantaggi, sia gli svantaggi di ogni collaborazione.

5. Ma un altro grafico me lo fa a meno, come mai?

Non è tanto il fatto che qualcuno lo faccia a meno, per fortuna ci sono tariffe così variegate che chiunque può permettersi il lavoro di un grafico con qualsiasi cifra. Il vero punto è ottenere risultati e avere gli strumenti idonei per farlo.

Devi sapere che adoro la pizza. Cosa c’entra? Beh, nella mia vita ho mangiato pizze da 4 euro e pizze da 15 euro nella medesima città. Ci sono pizze che hanno condimenti semplici e di uso comune, pizze che, invece, hanno condimenti e farine di alta qualità e vengono preparate in un modo particolare che… pancia mia fatti capanna. Entrambe mi saziano, sicuramente: ma se io vado in pizzeria non per saziarmi, ma per assaggiare qualcosa di nuovo, esplorare dei gusti mai sentiti… chiaramente solo la seconda opzione mi farà raggiungere il mio obiettivo.

Ogni freelance ha il suo prezzo, ed è giusto che sia così. Poi ognuno valuta in base ai propri obiettivi e alle proprie possibilità.

Piccola curiosità: la tariffa media dei grafici in Italia è di € 40/ora, con un minimo di € 25/ora ed un massimo accertato di € 280/ora.

6. Come posso risparmiare sul lungo periodo?

Questa è una domanda meravigliosa, perché è sul lungo periodo che si vedono i risultati. Spendere mille euro oggi può significarne non spenderne altri fra un anno. Viceversa, spenderne cinquecento oggi può significare spenderne il triplo entro i prossimi sei mesi.

Tutto dipende da molti fattori. Per esempio, più di un mio cliente, prima di contattarmi, aveva fatto realizzare il proprio sito internet ad altri designer. Un e-commerce è stato realizzato e non è mai partito. Costo € 450,00, guadagni € 0,00. Un ecommerce, per la sua struttura complessa e per le mille varianti che possono esserci da cliente a cliente, non può costare così poco. Di solito, chi vende dei siti lowcost non ha l’esperienza e le capacità per portarlo avanti e per farti guadagnare da quell’investimento.

Un altro sito internet è stato realizzato da agenzie che puntano su grandi numeri, realizzano siti preformattati, cambiano il logo e due righe di testo. Risultato: assente sui motori di ricerca, non converte clienti e costano una marea di soldi, spesso spacciati come canoni di “noleggio” dell’hosting e di pubblicità che nessuno ti farà. Spesso sei pure costretto a farti gli aggiornamenti da solo, o a costruirti il sito da solo tramite dei tool che ti danno a disposizione. Costo € 2500 annui per contratto minimo di 3 anni. Totale: € 7500! PAZZESCO! Certo, però non paghi nulla per la realizzazione. E ci credo! Ragazzi, un sito internet non prevede nessun costo annuale se non l’hosting, il dominio e tutt’al più qualche plugin o il generatore di privacy policy.

Affidarsi ad un professionista serio e con buone recensioni, significa spendere mille euro adesso per risparmiarne 6500 nei prossimi tre anni. Non è meraviglioso?

7. Ma quindi tu mi farai guadagnare?

La risposta è NI. Nel senso che, innanzitutto, tu devi avere le idee chiare su cosa stai facendo e, soprattutto, su come lo stai facendo: devi fornire servizi e prodotti di qualità che si differenzino dagli altri in modo sostanziale (ti garantisco che ogni azienda, qualsiasi, anche la più comune, ha dei punti di forza unici e irripetibili, così come punti deboli da sfruttare a proprio vantaggio).

Io posso fornirti tutti gli strumenti che servono a promuovere e valorizzare la tua azienda, la tua mission, il tuo carattere, la tua unicità e, dulcis in fundo, il tuo prodotto/servizio. Senza l’ausilio di un professionista potresti avere difficoltà a posizionare la tua azienda sul territorio, a farla emergere e a competere con i concorrenti rivali, perché non avrai un volto vero, qualcosa a cui la gente si affeziona e di cui si fida e, quindi, potresti avere difficoltà a monetizzare.

In buona sostanza, cerco di risolvere tutti quei problemi che, magari, non ti accorgi nemmeno di avere (in campo di immagine e presenza online, sia ben chiaro). Ti invito a leggere 5 buone ragioni per assumere un grafico.

Conclusioni

Finalmente siamo arrivati alla fine di questo infinito articolo, in cui ho risposto alle 7 domande più comuni che mi abbiano mai fatto. Spero di averti schiarito le idee e spero di averti fatto capire quanto importante possa essere la collaborazione con un professionista.

Se ti è piaciuto questo articolo ti invito a condividerlo e a lasciare un commento.

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Se qualcosa non ti torna, lascia un commento e sarò ben lieto di risponderti!

Alla prossima!

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