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Il mondo del lavoro nel 2020: com’è cambiato?

Il mondo del lavoro: com'è cambiato

Karolina Grabowska / Pixabay


Oggi ho deciso di fare una riflessione su come è cambiato, e come cambierà, il mondo del lavoro con il passare del tempo. I cambiamenti sono davvero drastici e far finta che non ci siano, o dimenticarsi di guardare avanti e accettare il fatto che certe cose non saranno mai più le stesse, può solo essere deleterio per i nostri business e per le nostre vite.

Dunque, apriamo gli occhi, buttiamo lo sguardo oltre l’orizzonte e iniziamo ad aprirci a nuovi pensieri, a nuovi punti di vista e a nuove valide e interessantissime sfide.

La mia storia

Facendo il resoconto di fine anno, mi sono reso conto di come il mio lavoro è cambiato. Certo, che il mondo del lavoro attorno a me cambiava me ne accorgevo, ce ne accorgiamo tutti, ma vedere che tu stesso cambi o capire che, se tutto va male, è segno che non sei cambiato affatto: beh, non è roba da poco.

Insomma, ti racconto la mia storia.

Nel 2007 feci il mio primo sito internet importante, per il Comune della mia Città di origine, Casteltermini. Ricordo che a malapena si capiva l’importanza dei siti internet, e non me lo avrebbero mai commissionato se non fosse stato obbligatorio per legge.

Nel 2007, solo tredici anni fa, nessuno credeva ancora che il Web sarebbe diventato il centro del mondo e che tutto, ogni relazione, ogni compravendita, ogni decisione, ogni cosa sarebbe passata dalla rete prima di diventare reale e concreta.

Inoltre, in quei tempi, lavoravo tantissimo con le tipografie. Molti clienti mi chiedevano una marea di roba da stampare: locandine, manifesti, cataloghi, libri.

Fino a due anni fa, mandavo in stampa il 76,8% dei miei lavori.

Oggi solo il 5%.

Le locandine sono diventate post su Facebook, i manifesti sono diventati immagini animate, i cataloghi sono diventati siti internet ed ecommerce. I biglietti da visita sono quasi spariti, diventando quasi una mania per collezionisti (come me), che li prendono e li conservano, ma non li guardano mai, tanto basta una ricerca su Google e trovo tutto quello che mi serve.

Cambiamento totale

Tutto è cambiato, tutto ciò in cui credevo prima adesso non conta più: ho dovuto rivalutare le mie scelte, i miei servizi, il mio modo di interagire. Ho dovuto tagliare tutti quei rami secchi che prima mi facevano sopravvivere e che poi, nell’arco di sei mesi, sono diventati obsoleti e solo uno spreco di risorse.

Ho sperimentato su me stesso, che bisogna essere sempre pronti a cambiare idea, a cambiare prospettiva. Che bisogna guardare a cosa servirà fra 10 anni e non a cosa serve oggi.

Quando ho cominciato a lavorare con la grafica e con il webdesign, un mio caro parente mi disse: “Lascia perdere ‘ste cose: comprati un macchinario e stampa t-shirt. Internet è solo una moda, le magliette le vorranno tutti”. Guardava a ciò che in quel momento era di gran moda dalle mie parti, ma non si era mai chiesto se quel lavoro, se quell’investimento, avesse avuto futuro nei prossimi 5, 10, 20 anni.

Poi, infatti, è arrivato alla ribalta Spreadshirt dove stampi anche una sola maglietta in altissima qualità al costo di un pacco di caramelle e allora avrei potuto chiudere bottega, come hanno fatto tanti altri che avevano investito in quel settore. E poi, sappiamo tutti com’è finita: che internet è il presente ed è il futuro e oggi tutti vogliamo farne parte.

E ti do una notiziona: siamo in ritardo! Paesi come la Finlandia, la Lettonia, la Lituania, la Svezia, l’Olanda sono vent’anni davanti a noi. Dunque non c’è tempo da perdere, bisogna inventarsi qualcosa e bisogna farlo ora.

Cosa è cambiato nel mondo del lavoro

Tutto. È cambiato tutto. È cambiato il modo di interagire, il modo di pensare, il modo di proporsi, il modo di creare un business. E ancora tutto, continua a cambiare e lo farà sempre più velocemente, probabilmente per i prossimi vent’anni.

Voglio fare un’analisi dettagliata, se tu sei d’accordo. Sì? Ok, cominciamo.

Gli operai

Gli operai stanno scomparendo, a vantaggio di un mondo fatto di robot che non stancano e che producono 24h con costi di manutenzione e produzione drasticamente inferiori a quelli degli stipendi degli esseri umani.

Sembra un mondo distopico in cui noi umani non serviamo a niente. In realtà ad oggi si contano numerose professioni nascenti (di base e avanzate) che sposano la robotica: qualcuno dovrà manutenzionarli ‘sti robot, qualcuno dovrà programmarli, dovrà insegnargli cosa fare. Dunque sparisce una professione, se ne creano altre 4. Almeno, 4.

Ci vorranno competenze? Sì, molte di più e pure le scuole dovrebbero iniziare a pensare al futuro e ad offrire corsi di studio adeguati. In Italia siamo indietro, ma per fortuna esiste il web e una marea di corsi gratuiti e a pagamento che danno tutte le competenze di cui si ha bisogno.

I professionisti

Molte categorie di professionisti scompariranno, o meglio, non saranno più come le conosciamo oggi. Il commercialista, già lavora più online che fisicamente: con la fattura elettronica, le email, Whatsapp e Skype, a che serve incontrarsi se non una, due volte l’anno giusto per fare il punto della situazione?

I medici potranno compiere persino degli interventi a distanza, attraverso nuovissime tecnologie di comunicazione e di chirurgia.

Altre professioni legate al web, invece, nascono come i funghi e c’è tantissima richiesta, ma pochi professionisti: Social Media Manager, Copywriter per il web, SEO Specialist, Store Manager digitali, Consulenti visivi, Fotografi specializzati in cibo e prodotti, Digital Assistants, Digital Marketer e via discorrendo. E se fai una ricerca sul web, ne trovi a dismisura.

Il commercio

Il commercio generalista sta finendo in mano a pochi e nei prossimi anni dovremo reinventarci tutto da capo. Dunque, meglio iniziare a pensarci adesso. Il mondo del lavoro cambia, e il commercio, che ne è il fulcro, non è da meno.

I negozi fisici risentono la concorrenza dei colossi come Amazon. Venti anni fa non era così. Ciò che succedeva online era per una nicchia ristretta, oggi invece qualsiasi persona compra online, a discapito dei negozi tradizionali.

Amazon, Ebay, Zalando la fanno da padrona ed è veramente tosta competere con aziende che fatturano a nove zeri, mentre noi ci danniamo per averne magari 3.

Dunque bisogna reinventare il proprio business, anche qui, trovare nicchie specifiche, vendere prodotti ben settorializzati, ben selezionati, offerti ad un piccolo pubblico disposto a spendere pur di avere il tuo prodotto. Tutto questo, puoi farlo attraverso il Branding (leggi l’articolo).

All’estero lo vedo spesso, da noi ancora c’è riluttanza, siamo troppo ancorati agli stereotipi di commercio in cui più roba vendo, più è facile chiudere la giornata in attivo. Oggi la tendenza è opposta: devo riuscire ad effettuare meno vendite, a meno persone che, però, spendono di più. Dunque devo offrirgli qualcosa di speciale.

Oggi, per esempio, c’è il mercato dei cibi biologici, senza glutine, senza lattosio. C’è una nicchia di persone disposta a comprare, ma sa già che dovrà pagare molto di più (a volte fino al 300% in più).

C’è chi va matto per i prodotti a tiratura limitata, perché ritenuti veramente glamour e original ed è disposto a spendere pur di averne un pezzo.

C’è chi desidera, invece, un servizio fortemente personalizzato. C’è chi desidera acquistare materie prime eccezionali. C’è chi vuole acquistare prodotti rotti (sai quanti collezionisti matti ci sono nel mondo?). C’è chi vuole acquistare qualsiasi folle cosa. Tutto sta nello scovarlo o nel crearlo.

Se non puoi farlo nel tuo negozio fisico, perché magari vivi in un posto esageratamente piccolo, puoi farlo sul tuo ecommerce, che ti permette di vendere a oltre 5 miliardi di persone che oggi sono il popolo di internet.

Il mondo del lavoro è cambiato, dunque dimenticati di come si è sempre fatto e inventa un modo nuovo per farlo.

Come deve cambiare la mentalità

Tra le righe di questo articolo ho già detto un bel po’ di cose. Però voglio farti un bel riepilogone.

  1. Bisogna pensare sempre a cosa è richiesto oggi, ma soprattutto a cosa sarà richiesto fra 10 anni.
  2. Bisogna inventare qualcosa che non esiste, se non nel prodotto, almeno nel servizio.
  3. Bisogna rassegnarsi al fatto che molte professioni e mestieri spariranno, se non sono già sparite, e che bisogna adeguarsi ai tempi che corrono: per ogni professione sparita, ne nascono almeno quattro.
  4. Bisogna conoscere ed imparare ad usare gli strumenti digitali, affinché ti possano aiutare a migliorare o ad inventare nuovi business.
  5. Bisogna studiare ogni giorno per rimanere al passo coi tempi.
  6. Bisogna entrare nell’ottica che tutto può cambiare: una volta ottenuto un risultato, bisogna puntare al prossimo obiettivo.
  7. Bisogna lavorare sodo ogni giorno e non smettere mai di smussare le proprie idee, perché quando credi che la tua idea è perfetta, scopri che qualcuno l’aveva avuta prima di te e ti ritroverai a dover modificare le tue convinzioni.

Il mondo del lavoro oggi è estremamente dinamico, bisogna farsene una ragione. Tutto questo, però, lo rende molto divertente e stimolante, ma bisogna viverlo con il giusto coinvolgimento e con la giusta determinazione, sapendo che il “posto fisso” non esiste più e che noi siamo la generazione della “non certezza economica”: dobbiamo crearci da soli il nostro futuro.

E tu hai notato qualcosa che non ho scritto? Com’è cambiato il tuo settore lavorativo? Scrivilo nei commenti!

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