Un logo che funziona: come deve essere?

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Ogni volta che lavoro ad un progetto di logo design per i miei clienti, la difficoltà che riscontro più spesso è quella di superare le barriere “mentali” che ognuno di noi si costruisce nel corso della propria esperienza o che, più semplicemente, vengono dettate dalla non consapevolezza di tutti quei fattori che determinano il successo o il fallimento di un brand.

Vorrei, dunque, scrivere l’articolo definitivo che sciolga ogni dubbio e ogni riserva e che ti permetterà non solo di pensare alla tua azienda come qualcosa di più grande e interessante, ma anche di interfacciarti meglio con il grafico e con il tuo pubblico, attraverso una serie di consigli che ti darò durante la lettura di questo post.

Partiamo dall’inizio.

Un logo […] è la figura, che solitamente rappresenta un prodotto, un servizio, un’azienda, un’organizzazione, un gruppo musicale o altro ancora; tipicamente è costituito da un simbolo o da un marchio o da una versione o rappresentazione grafica di un nome o di un acronimo che prevede l’uso di un lettering ben preciso. […]

Un logo professionale permette di riconoscere l’azienda a cui si riferisce con effetto quasi immediato. Compito del logo è quello di ispirare fiducia e superiorità rispetto a un altro logo.

cit. Wikipedia

Il logo, dunque, deve differenziare l’azienda dal resto dei competitor, deve ispirare fiducia, deve renderti unico, deve far dire a chi lo vede “secondo me in questo negozio posso trovare la qualità che mi serve”, deve dare un senso di “già visto” ma deve essere originale.

Il logo non deve dire cosa fai, cosa vendi, cosa produci, ma deve raccontare la tua storia, la tua filosofia, la tua mission. Ciò non toglie che può essere anche figurativo, ma, in linea di massima, non lo è quasi mai, questo perché è difficile (se non impossibile) differenziare la propria azienda utilizzando quei due tre segni che la caratterizzano.

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Loghi di Apple, Nike e Gucci

Come vedete da questi loghi famosi, nessuno di loro ha un computer, una scarpa o una borsa al suo interno, ma di sicuro sono loghi di successo, che restano impressi nella mente e che funzionano.

Dopo questo lungo, ma doveroso prologo, andiamo a vedere le 7 peculiarità di un logo fatto bene.

1. Il logo deve essere… riconoscibile

Il logo deve identificare la tua azienda, deve essere unico, deve essere diverso da quello dei tuoi competitor, perché non si può non prendere in considerazione il valore mnemonico dell’essere umano, che tende a memorizzare forme e colori.

In tale circostanza è giusto dire che:

  1. La forma deve essere semplice e decisa: un logo complesso può mettere in difficoltà chi lo guarda, che non riuscirebbe a cogliere ciò che sta dietro al logo. Ricordo, a tal proposito, che la comunicazione grafica passa da messaggi che vengono recepiti dal potenziale cliente in modo inconscio, un po’ come i messaggi subliminali. Tutta la pubblicità si basa su questo principio e il logo, che è l’elemento cardine di tutta la pubblicità, non è da meno.
  2. I colori devono essere scelti con dovizia. Ogni colore stimola una sensazione differente. Il blu, che associamo al cielo e al mare, dona un senso di affidabilità e benessere; il rosso, che associamo al pericolo e alle cose proibite, invoglia ad essere rapidi e ad approfittare dell’occasione di poter “raggirare le regole”; il bianco ci da un senso di asetticità e di pulizia; il verde lo abbiniamo alla natura e quindi alla tranquillità e al benessere; e così via.
loghi colori

2. Il logo deve essere… adattabile

Il logo design è strettamente collegato a quelli che sono gli utilizzi reali e presunti del logo stesso, quindi legato allo sviluppo dei mezzi di comunicazione aziendali (sito internet, brochure, depliant, biglietti da visita, confezioni).

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Esempio di alcuni usi del logo Nike su diversi supporti

Dunque il logo si deve adattare ad ogni supporto, deve essere versatile. Anche qui la semplicità la fa da padrona: più il logo è semplice, più è versatile e più si apre a tutti gli sviluppi aziendali, anche a quelli imprevisti.

3. Il logo deve essere… esaustivo

Il logo non per forza deve spiegare cosa fa l’azienda (l’Apple produce computer e alta tecnologia, nonostante il suo logo sia una mela mozzicata), ma deve lasciare intendere con quale filosofia l’azienda produce un prodotto, con quale filosofia lo sceglie e lo rivende, con quale filosofia presta attenzione al cliente e così via.

Inoltre, un buon logo deve essere creato tenendo conto di quello che è il target di riferimento, che cosa si vuole trasmettere e che cosa si vende. Deve dunque rispondere alle domande: a chi? perché? che cosa?

significato logo amazon
Significato logo Amazon: vendono tutto dalla A alla Z rendendo il cliente sempre soddisfatto.

4. Il logo deve essere… eterno

Ci sono loghi creati a partire dalle mode del momento. Questi loghi sono destinati ad una breve durata. Un buon logo deve essere sviluppato per durare più a lungo possibile. È chiaro che potrà subire restyling e adattamenti alle mode del momento, deve avere freschezza, sempre e comunque, ma ciò non dovrà compromettere il messaggio peculiare del logo stesso.

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Esempio pratico è il logo della Coca Cola che è rimasto immutato dagli anni 80 ad oggi. Altri hanno dovuto evolversi e modificarsi per adattarsi sempre di più alle esigenze di mercato. Ma se andiamo a vedere i restyling di alcuni loghi famosi, capiremo facilmente che il concept di base è sempre presente e che spesso, il restyling, si basa sulla semplificazione delle forme per migliorare i tre punti precedenti.

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Esempio di semplificazione del logo di Canale 5

5. Il logo deve essere… efficace

Un logo, per essere efficace, deve essere visualizzabile sia in bianco e nero che a colori. Se così non fosse, significa che il logo è troppo complesso e va valutata la riprogettazione. In qualsiasi colorazione il logo deve trasmettere lo stesso medesimo messaggio. Vedi i loghi della Nike, della Coca Cola, di Facebook, di Instagram, della Apple e così via.

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Evoluzione logo Windows

La stessa Microsoft, che ostentava una bandiera a quattro colori, ha restrutturato il proprio logo rendendolo monocromatico, senza eliminare il proprio concetto base, ovvero: le finestre.

6. Il logo deve essere… sexy

Il logo deve, in qualche modo, sedurre chi lo sta guardando e convincerlo della bontà della tua azienda. Perché preferisci entrare in un negozio piuttosto che in un altro? Te lo dico io: spesso è solo per la sensualità del logo. Avere un buon logo dona forza al tuo brand e rende originale la tua azienda. Chiaramente le aspettative dovranno essere rispettate quando il cliente entrerà sul tuo ecommerce, nel tuo ufficio o nel tuo negozio, ma sicuramente, il logo è la tua marcia in più.

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7. Il logo deve essere… semplice

E qui raggiungiamo l’apice, la sintesi perfetta di un lungo articolo che vuole condurti ad una sola, vera conclusione: il logo deve essere semplice.

Disse un grande designer: “se riesci a disegnare a mano libera il tuo logo, anche male, allora è un logo che funziona”.

Il logo deve avere armonia, proporzione, linee semplici e funzionali. Può essere sottile o spesso, ma questo dipende dal tipo di azienda. E comunque, in ogni caso, less is more: le cose semplici contengono messaggi più forti di quelle complicate.

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