Come nasce un logo? Questo è quello che faccio

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Oggi voglio aprire le “porte” del mio studio e mostrarti tutto il processo che sta alla base di creazione di un logo. Anche se, visto da fuori, sembra tutto abbastanza semplice e veloce, in realtà si tratta di un processo lungo e laborioso che, spesso, mette in crisi anche il migliore dei designer.

Con questo articolo, senza nessuna pretesa, vorrei farti toccare con mouse quello che avviene durante le varie fasi.

Sei pronto a goderti lo spettacolo? Cominciamo.

Fase 1: Briefing col cliente

La prima fase da affrontare è il briefing col cliente. Solitamente sottopongo un questionario che ho predisposto per scoprire quanti più dettagli dell’azienda. Ecco una lista di domande che sono incluse nel mio questionario tipo:

  1. Come si chiama l’azienda?
  2. Da quanto tempo esiste?
  3. In che settore opera?
  4. A chi si rivolge?
  5. Qual è l’età media dei clienti?
  6. Che interessi in comune hanno i clienti?
  7. In che area geografica agisce l’azienda?
  8. Perché ti serve un nuovo logo?
  9. Che risultati pensi di raggiungere?
  10. Qual è la mission aziendale?

E così via. Il mio questionario include circa una trentina di domande. Ovviamente non lo sottopongo in maniera schematica, ma lascio intendere che si tratti di una discussione a viso aperto: in questo modo il mio cliente si sente più a suo agio e meno sottoposto ad un interrogatorio, e così le idee vengono fuori con più facilità.

Questa fase è fondamentale, perché, alla fine, capirò cosa serve davvero al mio cliente, cosa vuole ottenere, cosa vuole comunicare e potrò cominciare a formulare delle idee concrete.

Fase 2: Analisi dei competitor

A questo punto, comincio a scandagliare il web cercando tutti i potenziali competitor dell’attività in questione. Questa fase solitamente dura almeno una settimana, ma a seconda della categoria merceologica, può protrarsi anche per mesi. Dipende da tanti fattori.

Comincio ad osservare come si presentano le altre aziende, i loro loghi, le loro filosofie. Cerco di percepire il modo corretto per differenziare quanto più possibile il logo del mio cliente da tutti gli altri e, contestualmente, evitare i cliché.

Fase 3: Ricerca dell’ispirazione

Potrebbe sembrare una frase fatta, ma senza una buona ispirazione non si può produrre nulla di creativo. Comincio a visionare progetti di altri designer (anche lontani da quello del mio cliente) su siti come Behance, Pinterest, su Instagram, su Google. L’idea è quella di visionare in maniera spassionata in modo da stimolare la fantasia.

Attenzione: lasciarsi ispirare non significa copiare. Non vuol dire che prendo qualcosa fatto da altri e lo ricalco, come facevo da bambino. Significa lasciarsi trasportare da un mood, da linee e segni che mi permetteranno di comporre qualcosa di originale.

Personalmente ho un’abitudine, che è diventato anche un rito scaramantico: in questa fase, per puro senso di pratica, cerco di ricreare su carta i loghi che vedo, per assimilarne i dettagli e le forme. Così, con la scusa del logo da realizzare per il cliente… imparo qualcosa di nuovo.

Finita questa fase, lascio passare un po’ di giorni: mettermi subito a lavoro potrebbe portarmi a ricreare qualcosa che ho già visto; quindi lascio che il mio cervello elabori le cose essenziali e dimentichi tutto il resto.

Fase 4: Fase di schizzo, o sketching

Questa fase è la più terribile. Non ti nascondo che ho sempre un bel po’ di ansia a vedere il foglio bianco sotto ai miei occhi. L’istinto mi direbbe di cominciare a disegnare di getto. Invece la prima cosa che faccio è cominciare a scrivere il nome dell’attività per cui devo realizzare il logo, al centro del foglio. Successivamente comincio a creare una sorta di schema, scrivendo le parole chiave che mi vengono in mente pensando a quell’azienda e rileggendo il briefing fatto nella prima fase. A volte faccio anche più di uno schema, perfezionandolo di volta in volta.

Ideogramma per la realizzazione del logo Azeria

Lascio sedimentare per un paio di giorni, riflettendo su tutt’altro. Poi mi armo di carta e matita e comincio a disegnare degli schizzi.

Spesso si tratta di disegnini orribili o che nulla hanno a che fare con il progetto che sto cercando di portare avanti: lascio che la mia creatività esca in maniera quanto più libera possibile. Dopotutto, l’importante è l’idea che quel disegnino racchiude, non deve essere perfetto e finito. Comincio dall’angolino alto a sinistra del foglio con una forma, successivamente mi muovo accanto e riproduco lo stesso disegno con dei dettagli differenti.

A volte mi capita di saltare da una forma ad un’altra senza un apparente senso logico. Tuttavia il processo creativo devo prenderlo per come viene. Quando trovo qualche idea che mi piace, vado avanti con altre idee. Al cliente dovrò presentare almeno 3 bozze, quindi devo creare tre ipotetici loghi diversi tra di loro, per permettere al cliente di scegliere quello che lo rappresenta di più.

Collage di alcuni schizzi tratti dal progetto originale

Solitamente riesco a consumare 15-20 fogli di carta A4 per tirare fuori cinque sei ipotesi di logo.

Non preoccuparti, non è uno spreco di carta: riciclo sempre dei fogli stampati male, con errori o che non mi servono più.

Fase 5: Riproduzione vettoriale

A questo punto, dalle ipotesi che avevo raggiunto nella fase di sketching, faccio una selezione prendendo i migliori tre, massimo quattro possibili loghi. Li scansiono e li riporto su un software di disegno vettoriale. Attraverso delle griglie, linee, cerchi, quadrati e forme geometriche, ricreo il logo in vettoriale, potendo così concentrarmi sull’affinare i dettagli che poi renderanno efficace il logo.

Questa è la fase più divertente per me, perché adoro districarmi tra i vari strumenti vettoriali, le forme e i colori per rendere vivo qualcosa che, con tanta ansia e difficoltà, ho creato e che fino a qualche giorno prima non esisteva.

Sì: viene un po’ la sindrome da creatore, però in dosi controllate non guasta.

Ecco un video in cui ti mostro la vettorializzazione di un logo.

Fase 6: Scelta dei font

Si tratta di trovare il carattere tipografico (font) adeguato da abbinare al pittogramma o all’interno del quale includere il pittogramma.

Se stiamo sviluppando un logotipo (composto solo da caratteri tipografici) la scelta del font è ancora più importante, fermo restando che si tratta sempre di una parte imprescindibile di un logo.

Anche questa fase è una di quelle che richiede quanta più resistenza psicologica possibile. A volte basta un puntino sulla i non proprio come lo vorrebbe il cliente per farti ritornare alla fase di scelta.

Di volta in volta provo centinaia di caratteri diversi, fino a quando trovo quelli che si abbinano meglio al pittogramma e al “tono di voce” dell’azienda. Una volta trovato si interviene sulle forme, si modificano se necessario, si lavora sulla crenatura (ovvero lo spazio tra le varie lettere) per renderle più armoniose possibile: si sperimenta, insomma.

Fase 7: Creazione della presentazione dei loghi

Una volta pronti i files vettoriali, li preparo per presentarli ai clienti. Per fare ciò creo dei mockup, ovvero delle immagini reale di oggetti (biglietti da visita, computer, scatole, agende, dépliant, ecc) in cui si veda il logo applicato sui vari supporti che serviranno. Solitamente impiego circa una settimana, dieci giorni per preparare tutto questo.

Ecco degli esempi di mockup da me realizzati.

Per mia premura, mostro i loghi sia a colori, sia in nero, sia in negativo, in tutte le versioni. In questo modo, anche l’occhio meno esperto può percepirne la forza comunicativa. Spesso, molti miei colleghi non lo fanno, ma diciamo che non è una prassi farlo. Io preferisco andare incontro ai clienti a discapito del tempo necessario per creare tutte le varianti.

Fase 8: Revisioni

Ipotizzando che, dopo aver fatto vedere i loghi al cliente resti soddisfatto e decida di sceglierne uno in particolare, cominciamo a ragionare sulle modifiche per migliorare il logo o, comunque, renderlo più vicino a quello che il cliente vuole.

Quindi facciamo diverse fasi di revisione (generalmente tre bastano e avanzano) in cui modifichiamo le proporzioni, i caratteri, i colori… giusto per citare qualcosa. Dopo le varie fasi di revisione si giunge alla versione finale e si procede a realizzare il pacchetto di files da consegnare al cliente.

Fase 9: Esportazione risorse e consegna

Ci siamo, il logo è stato definito, accettato da tutte le parti e siamo pronti per la consegna. A questo punto esporto tutti i files in formato PNG (sfondo trasparente), JPG (il formato grafico più popolare e compatibile, ma con sfondo bianco) e PDF e/o SVG (ovvero i formati “vettoriali”).

Sarà mia premura convertire tutti i testi in tracciato, in modo da non avere problemi di compatibilità con i font, che potrebbero non essere in possesso dei miei clienti. Mando una bella mail con tutto il materiale e finalmente posso tornare a respirare.

Anche questa volta… ce l’ho fatta.

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